Recensione di Enrica Pesciallo

Anna Morroni, nata a Gualdo Tadino (PG), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Perugia, sotto la guida del prof.
pittore aerospaziale Gerardo Dottori.
Ha insegnato per svariati anni storia dell’arte e disegno presso licei scientifici, istituti d’arte e scuole medie per poi dedicarsi esclusivamente alla professione libera di artista esponendo in tutta Italia e all’estero.
Artista eclettica, si è dedicata oltre che alla pittura, anche alla creazione di vetrate, alla pittura su seta, al mosaico, alla scultura e ad altre espressioni artistiche.
In Ticino ha esposto due volte al Ciani di Lugano, nell’ambito della Fiera della Cultura organizzata dalla Città; presso il palazzo dei Landfogti di Malvaglia, la Galleria Carrà 18 di Ascona, il Consolato Generale di Malta a Lugano e Casa Balli a Locarno.
Oggi vive e lavora spostandosi tra i suoi atelier di Grottaferrata (Roma) e Lugano.
Nel 2007, di ritorno da un viaggio in Tibet, dalla cui spiritualità era attratta da tempo, ha posto su tela ed in fotografia emozioni profonde ispirate dalla profondità della filosofia buddhista e dalle tragedie del popolo tibetano.
La simbologia che permea le sue opere è però aperta a tutta l’umanità che soffre, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dallo stato sociale.
L’opera “La sofferenza del cambiamento” – nella quale si intravvede il titolo con caratteri tibetani – esprime l’angoscia derivante dal mutamento improvviso di una situazione, sia essa personale, familiare, sociale, politica, economica o di un intero popolo.
Se il riferimento è chiaro alla tragica situazione del Tibet, nei suoi lavori vi è un messaggio universale di denuncia della repressione contro i più deboli, che trova solido fondamento nelle sue radici cristiane e cattoliche.
L’opera “Fuoco”, ad esempio, rappresenta non solo l’occhio di Buddha ma la fede più forte che illumina le tenebre dell’oppressione e delle speranze troncate, della sofferenza inflitta dai governi sui popoli, e dall’uomo sull’uomo, simbologia che si ritrova anche nelle altre opere presenti.

Enrica Pesciallo
Presidente Associazione Salvaguardia Cultura Tibetana