Recensione di Sandra Orienti

La pittura di Anna Morroni, rivela personali aspetti tematici e tecnici.
Il suo linguaggio, francamente figurale, tende a risolvere l’immagine fuori da ogni convenzionalità mimetica ed a presentarla in una evidenza corposa.
Il senso volumetrico è posto in risalto dalla funzione suggestivamente incisiva del segno che, oltre a delineare i contorni, ripercorre all’interno cadenze ritmiche capaci di suggerire l’idea di una composizione ad intarsi, oppure flesse ad indugiare i motivi calligrafici.
La figura si accampa nel dipinto – tela o seta – con tensione drammatica accentuata spesso da un ardito intento di deformazione, anche se talvolta sembra indulgere a risvolti più scopertamente narrativi, mentre la semplificazione degli elementi naturali attende a sobri compiti decorativi.
Se nella pittrice sorprende il risultato di una affinata esperienza tecnica per la quale può ottenere una sorta di “craqueleures” visive di singolare gusto cromatico, appare interessante il suo retroterra culturale: certe suggestioni linaristiche rimandano infatti al mondo Medievale di estrazione Bizantina, così come la riduzione fisionomica di alcuni volti e la ricerca di coincisione dei corpi possono essere messi in rapporto con la figuralità dei primitivi, in una interpretazione elaborata con spirito di originale inventiva.

Sandra Orienti
Critico d’arte